L’analisi di un caso pratico per comprendere i benefici della nuova partnership tra Truzzi S.p.A. e BPR Group, società di consulenza aziendale specializzata nell’applicazione di concetti Lean all’interno dei processi produttivi.

Grazie a questa collaborazione sarà possibile progettare edifici prefabbricati sempre più efficienti beneficiando, fin dalle prime fasi del progetto, della duplice consulenza di ingegneri strutturali e gestionali. Proporre al cliente la miglior soluzione, limitando l’aggravio dei costi di realizzazione e affiancandolo nella risoluzione di criticità legate alla gestione dei flussi di produzione.

Oggetto dell’articolo è l’analisi di due diversi approcci per la progettazione di un ampliamento industriale. Infatti, Truzzi e BPR hanno lavorato separatamente su questo progetto architettonico in passato e, a distanza di anni, hanno deciso di ipotizzare una soluzione progettuale congiunta, analizzando i benefici che ne deriverebbero.

Caso 1 – La panoramica del progetto originale affrontato separatamente dalle due aziende, con l’analisi di alcune criticità riscontrate.
Caso 2 – L’analisi e i risultati attesi nell’ipotesi di una progettazione congiunta tra Truzzi e BPR.

Progettazione e realizzazione disgiunta dell’edificio: i risultati ottenuti

Truzzi S.p.A. ha progettato e realizzato per il cliente un edificio industriale prefabbricato in c.a, costruito nello spazio compreso tra due strutture esistenti, un fattore inizialmente sottovalutato dalle parti coinvolte che ha comportato successive scelte subottimali per la gestione dei flussi interni, penalizzando la flessibilità del layout.

Progetto originale dell’edificio industriale

BPR è subentrata nel progetto a edificio ultimato, intervenendo per ottimizzare la gestione dei flussi di carico e scarico di semilavorati e prodotti finiti, e migliorando la flessibilità del layout interno.

Nonostante l’intervento disgiunto delle due aziende, il risultato finale è un edificio industriale progettato e realizzato per essere performante e rispettoso delle esigenze del cliente. La successiva ottimizzazione dei flussi interni e del layout dell’edificio ha portato ad una diminuzione delle inefficienze legate al layout dell’edificio.

La volontà di ottimizzare l’esperienza di affiancamento progettuale al cliente ha portato le due aziende ad iniziare una collaborazione, con l’obiettivo di lavorare congiuntamente sui progetti fin dalle prime fasi, ed evitando così successivi interventi ed ulteriori consulenze.

Ipotesi di progettazione con studio preventivo lean: demolizione e ampliamento di un nuovo edificio

Per evitare scelte subottimali del layout interno, l’ipotesi di progettazione congiunta, sviluppata dai tecnici di Truzzi e BPR, prevede di ampliare la superficie della struttura prefabbricata, demolendo uno dei due edifici esistenti: quello a sud-ovest. L’ipotesi di demolizione riguarderebbe un edificio con caratteristiche termiche e di luminosità poco performanti, parametri che comportano sia un impiego di risorse aggiuntive per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo, sia un conseguente calo del benessere interno all’edificio.

Caratteristiche che, nel case study in oggetto, sarebbero invece soddisfatte con la progettazione di un nuovo unico edificio, migliorandone l’efficienza termica e il comportamento sismico, garantendo, inoltre:

• Riduzione delle percorrenze del 35%;
• Aumento dei volumi produttivi con un’ottimizzazione dello spazio (riduzione del layout del 15%);
• Realizzazione di un unico stabilimento più funzionale e visivamente più armonioso;
• Linearizzazione e razionalizzazione dei flussi.

Progetto dell’edificio industriale con approccio lean

A livello strutturale, il team di Truzzi S.p.A. ha proposto due possibili varianti attuative, valutando inizialmente una soluzione a due campate:

• La maglia strutturale di 24 m x 24 m comporta soluzioni in copertura molto pesanti, con conseguente ripercussione su ogni elemento della struttura. L’aggravio di costi rispetto alla spesa già sostenuta sarebbe attorno al 15%.

Edificio industriale: progetto a due campate

Per questo motivo la soluzione è stata scartata, optando quindi per una soluzione a tre campate:

• Diminuendo la lunghezza delle campate è possibile utilizzare i pilastri aggiuntivi per il montaggio di gru a bandiera, funzionali per i processi produttivi. Ciò permette anche un’ottimizzazione della struttura dell’edificio prefabbricato diminuendo le azioni sollecitanti in ogni elemento e garantendo una prestazione migliore in caso di sisma. Confrontato con la spesa relativa all’integrazione degli edifici attuali effettivamente sostenuta dall’azienda, l’aggravio di costi ammonterebbe all’8%.

Edificio industriale: progetto a tre campate

Una soluzione ottimale che non richiederebbe la realizzazione di ulteriori strutture di sostegno ad hoc e non impatterebbe sull’efficienza dei flussi interni.

Questa case history vuole essere una testimonianza di contaminazione positiva tra ingegneria gestionale e strutturale; inizialmente nata per garantire valore ai propri clienti, questa sinergia ha dimostrato di poter comportare vantaggi tangibili per tutte le parti coinvolte.

Costruire meno per costruire meglio, tra i valori dichiarati dall’azienda Truzzi S.p.A., riassume il fine di questa partnership. La volontà di fornire al cliente un ulteriore valore aggiunto ai servizi che le due aziende offrono separatamente, con passione e impegno, già da diversi anni.
Una collaborazione pensata per ottimizzare l’armonia architettonica e la disposizione degli spazi industriali, rendendo le strutture così efficienti e produttive da ridurre le inefficienze legate al layout dell’edificio.

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