Truzzi Spa per l’edificio chiavi in mano di Bonfiglioli Riduttori

Quando il costruire non è più solo un atto manuale, ma diventa il dare forma ad una visione. Il racconto della nuova struttura per Bonfiglioli Riduttori, storica Azienda Italiana i cui prodotti “mantengono il mondo in movimento”.

Un edificio prefabbricato è un’opera complessa, solo attraverso un lavoro strutturato e sinergico di tutte le parti coinvolte si ottiene l’eccellenza. È il caso di Bonfiglioli Riduttori, azienda leader nella creazione, distribuzione e supporto di soluzioni di Trasmissioni e Controllo di Potenza. La storica azienda italiana si è avvalsa della professionalità della Truzzi Spa che, per la realizzazione del nuovo stabilimento, ha svolto il ruolo di General Contractor per le opere edili e di coordinatore per gli impianti meccanici ed elettrici. La nuova struttura bi-piano di quasi 11.000 m² destinata ad attività produttive al piano terra e a magazzino, al primo piano. Il tutto sorge come ampliamento dell’edificio esistente nella sede di Forlì del Gruppo, dove si trova il principale plant produttivo ed il centro R&D della Business Unit Mobility and Wind.

 

Un approccio di consulenza parte come sempre dalle esigenze del cliente che, oltre a definire gli aspetti tecnici più idonei, necessitava di una struttura in continuità con l’edificio già presente. La vicinanza all’esistente, l’aspetto più sfidante dell’opera, ha richiesto alla Truzzi Spa, in collaborazione con lo Studio Tecnico Rivizzigno, una progettazione ad hoc delle fondazioni. Grazie alle esperienze maturate in precedenza e al lavoro di squadra è stato possibile posizionare i nuovi pilastri a soli 60 cm dall’edificio già presente.

Inoltre, nel definire le soluzioni strutturali più idonee a valorizzare l’opera finita, si è scelto di utilizzare come sistema di copertura i nostri tegoli alari di tipo Ondal, dotati di serramenti a Shed per un’illuminazione diffusa su tutta la superficie del magazzino.

“L’ennesimo progetto in cui la Truzzi Spa ha potuto dimostrare tutta la propria esperienza, affiancando il cliente in tutte le fasi di realizzazione della struttura, sempre pronti ad affrontare nuove sfide e a superare i propri limiti.”

 


Come si realizzano i centri di raccolta prefabbricati in cemento armato e quali vantaggi offrono

La Truzzi S.p.A, già attiva in diversi progetti legati alla riduzione dell’impatto ambientale nell’ambito della prefabbricazione, ha deciso di porre l’attenzione su riciclaggio e smaltimento rifiuti, con l’obiettivo di renderlo più smart e circolare.

Le politiche UE di gestione dei rifiuti mirano a ridurne l’impatto sull’ambiente e sulla salute incoraggiando l’uso efficiente delle risorse e promuovendo il conseguimento di livelli più elevati di riciclaggio e di smaltimento dei rifiuti.
L’installazione di isole ecologiche, aree attrezzate per la raccolta di varie categorie di rifiuti, RAEE ed ingombranti, è tra le soluzioni attuabili per aiutare a snellire le discariche e prevenire l’inquinamento da sostanze dannose.
Con l’obiettivo di creare un sistema che possa rendere il settore della raccolta rifiuti il più compatibile possibile con le esigenze della comunità, nel rispetto assoluto dell’ambiente, la Truzzi S.p.A acquisisce il brevetto di Modulo Béton. Sistema costruttivo già diffuso a livello europeo ed internazionale, che permette di realizzare centri di raccolta modulari in calcestruzzo.

 

Centro di raccolta Modulo Béton visto dall’alto

Quali sono i vantaggi di un centro raccolta rifiuti prefabbricato?

In primis flessibilità e modularità dovuti alla natura prefabbricata dei moduli in calcestruzzo. Ciò permette di realizzare strutture adatte sia alle piccole comunità sia alle grandi metropoli. Il sistema di moduli singoli accostanti tra loro consente di adattare le configurazioni al numero dei cassoni e grazie al suo sistema aperto, può adattarsi, per step successivi, alla crescita dei volumi o perfino essere trasferito da un luogo all’altro. Infatti, non richiedendo nessun tipo di fondazione, è eventualmente possibile rimuoverli o spostarli senza la necessità di effettuare lavori invasivi all’aera.

Il manufatto è classificato R 120 in base alle direttive antincendio e data la sua forma a U rovesciato viene a formare, nel suo insieme, uno spazio sottostante la piattaforma da usare per lo stoccaggio dei rifiuti RAEE o semplicemente come magazzino.

 

Spazi interni adibiti a stoccaggio o deposito sottostanti la piattaforma

In quanti step viene realizzato ed assemblato il centro di raccolta della Truzzi S.p.A?

    1. Progettazione e scelta dell’ubicazione
    2. Predisposizione dell’area attraverso la creazione della pavimentazione in cls, di tipo industriale
    3. Trasporto su gomma degli elementi prefabbricati che vengono poi scaricati mediante una Gru
    4. I moduli vengono assemblati tra loro grazie all’utilizzo di giunti meccanici

Una volta realizzata la pavimentazione, il centro raccolta può essere messo in servizio in pochissimi giorni.

 

Gli operatori assemblano i moduli collegandoli tra loro grazie alla presenza dei ganci metallici

 

Lavori di assemblaggio sui moduli prefabbricati in c.a

I plus derivanti dall’utilizzo del calcestruzzo

  • Resistenza nel tempo e una lunga vita di servizio: consentendo il totale rispetto dell’ambiente, senza generare alcun inquinamento durante le fasi di installazione della struttura.
  • Fine vita: gli elementi in cls che compongono il centro raccolta possono essere riutilizzati per favorire la riduzione dell’impatto ambientale.
  • Elevata personalizzazione: le pareti della struttura Modulo Béton possono essere verniciate per soddisfare i vincoli architettonici o di integrazione nell’ambiente e customizzate con loghi di città o di Enti.
  • Facile da manutenere e duraturo nel tempo


Sismafix:
un sistema al servizio delle aziende

La messa in sicurezza di un edificio prefabbricato è un processo estremamente articolato che presuppone competenze specifiche e diversificate tra loro. Solo un gruppo di professionisti esperti ed affiatati può portarlo a termine.

Il susseguirsi di eventi sismici negli ultimi anni ha influenzato l’evolversi del panorama istituzionale e giuridico in Italia, innescando valutazioni importanti circa la delicata tematica della sicurezza degli ambienti di lavoro. Nel maggio 2012, il terremoto avvenuto in Emilia-Romagna, ha evidenziato la vulnerabilità di molte strutture prefabbricate costruite con criteri non antisismici.

Per ridurre gli effetti del terremoto, l’azione dello Stato si è concentrata sulla classificazione del territorio italiano.
A partire dal 2003, sulla base di studi relativi alla probabilità che si scateni un evento, superiore ad una determinata soglia di intensità o magnitudo, tutto il territorio nazionale è stato finalmente classificato come sismico e suddiviso in quattro zone a pericolosità decrescente:
Zona 1: zona sismica ad alta pericolosità
Zona 2: zona sismica a medio – alta pericolosità
Zona 3: zona sismica a medio – bassa pericolosità
Zona 4: zona sismica a pericolosità molto bassa

Pertanto, gli edifici prefabbricati realizzati prima del 2003 non sono stati realizzati secondo la normativa antisismica, mentre dal 2003 al 2006 ci sono state una serie di proroghe sull’ingresso in vigore di tale classificazione sismica e, per un periodo, sono coesistiti entrambi i regimi.
È quindi possibile che le strutture costruite prima del 2003 e dal 2003 al 2006 abbiano importanti lacune dal punto di vista sismico, proprio perché non progettate per resistere a tali eventi.

Un sistema al servizio delle aziende: Sismafix

La Truzzi SpA, come azienda leader nella realizzazione di strutture prefabbricate, supporta le aziende analizzando lo stato di resistenza degli edifici prefabbricati, in chiave antisismica, progettando e realizzando gli interventi grazie al sistema Sismafix.

Un team di lavoro dedicato, con esperienze specifiche in ambito geologico, sismico ed ingegneristico, affronta le seguenti fasi:

1. Valutazione della resistenza sismica e verifica della presenza di carenze strutturali quali:

  • La mancanza di collegamenti tra elementi verticali ed elementi orizzontali,
  • Il non adeguato ancoraggio alle strutture principali degli elementi orizzontali e di tamponatura prefabbricata
  • La presenza di scaffalature non controventate portanti materiali pesanti che ribaltandosi potrebbero coinvolgere la struttura principale causandone il danneggiamento o il collasso.

Questa prima fase, chiamata “fase preliminare” è il primo passo che porta ad una corretta valutazione dell’intervento ed è determinante per stabilire lo stato dell’esistente. Questa verifica preliminare viene effettuata dai nostri tecnici tramite analisi strumentali in situ ed analisi dei progetti esistenti della struttura.

 

2. Progettazione degli interventi di eliminazione delle carenze strutturali e miglioramento della resistenza sismica dell’edificio. I nostri tecnici affrontano quotidianamente le tematiche legate al rischio sismico, offrendo la garanzia di un’azione mirata ad interventi e soluzioni strettamente necessari. Questa fase si sviluppa a partire da l’analisi dinamica del comportamento strutturale pre e post-intervento, dopodiché vengono progettati i rinforzi delle membrature e, se necessario, anche del sistema di fondazione. Dopo un’accurata valutazione delle alternative si passa alla progettazione esecutiva.

 

 

3. La fase conclusiva avviene sul campo, le squadre di lavoro Sismafix eseguono le opere di miglioramento sugli edifici realizzando gli interventi precedentemente progettati. L’ intervento consiste nell’applicazioni di elementi in acciaio con forme e spessori che variano in base al calcolo strutturale e che collegano i singoli elementi prefabbricati tra di loro. La fase finale consiste nel rilascio del modulo di Asseverazione che certifica la classe di rischio dell’edificio pre e post-intervento e consente di poter procedere all’attivazione del SismaBonus.

Esempio di aggancio in acciaio alla base degli archi

Esempio di fondazione di collegamento tra i plinti

Esempio di archi di controventatura intermedi

Le nostre squadre sono attrezzate per minimizzare i costi e permettere la prosecuzione dell’attività lavorativa, riducendo quindi al minimo l’impatto di queste lavorazioni.
Nel pieno rispetto delle esigenze del cliente, per permettere la prosecuzione dell’attività lavorativa, la squadra Sismafix lavora principalmente durante la notte, per ridurre al minimo l’impatto dell’intervento.

Sismafix: Alcune case history

Nel 2015 ci siamo occupati del miglioramento sismico dell’unico stabilimento italiano di Hilti, l’azienda dall’inconfondibile marchio rosso che sviluppa e produce prodotti per professionisti ed aziende nel campo edile. L’intervento per lo stabilimento italiano, con sede a Carpiano (MI), è stato deciso dall’azienda per mettere in sicurezza le tecnologie, gli strumenti e i macchinari necessari per la manutenzione e la riparazione degli stessi. Lo stabilimento di Carpiano, adibito a centro revisione e stoccaggio, racchiude al suo interno un bene inestimabile per Hilti: le tecnologie e i prodotti che concorrono a formare il patrimonio dell’azienda.

Smeg, azienda italiana produttrice di elettrodomestici con sede a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia, ha potuto vedere da vicino i danni causati dal sisma a molti dei suoi fornitori nel 2012. Infatti, i primi interventi sono stati richiesti dal Gruppo Smeg prima dell’uscita della Legge di Bilancio 2017 contenente il Testo del SismaBonus e, tra il 2014 e il 2017, la squadra Sismafix ha potuto lavorare attivamente per rendere antisismici gli oltre 80.000‬ m² degli stabilimenti prefabbricati del Gruppo.

Un altro caso di miglioramento sismico riguarda Mapei, realtà operativa nel settore della produzione di materiali chimici per l’edilizia. Da anni tra i primi fornitori delle aziende del distretto delle ceramiche, nella provincia di Modena, si sono rivolti alla Truzzi SpA nel 2015 per adeguare le loro strutture produttive alle norme vigenti, decidendo così di proteggere da eventuali rischi il know-how aziendale.

Queste sono solo alcune delle case history con cui ci siamo confrontati nel corso degli anni. Interventi di prevenzione per la sicurezza dei lavoratori e per la tutela del patrimonio aziendale come quelli appena citati, sono il frutto dell’attenzione e della prudenza di imprenditori che hanno scelto di investire pur sapendo che il risultato non sarebbe stato tangibile nell’immediato. È proprio su questo concetto di prevenzione che basiamo la nostra idea di sicurezza; la nostra prerogativa è garantire la solidità dei luoghi di lavoro e il benessere delle persone che quotidianamente lo vivono.


Borsari Group
una storia di famiglia dal 1956

Uno sguardo al futuro tenendo saldi i valori del passato. Il racconto della nuova struttura a Villa Poma (MN) realizzata dalla Truzzi SpA per il Gruppo Borsari.

Dal 1956 la Borsari è trader di materie prime per l’agricoltura e la zootecnia.
Nel corso degli anni l’azienda ha rafforzato la sua azione in ambito nazionale ed internazionale, ampliando il proprio portafoglio prodotti e diventando leader nella commercializzazione di cereali e loro derivati.
Nel 2005 diversi fattori, tra cui la crescita del Gruppo, l’attenzione per l’ambiente e i vantaggi in termini economici complessivi, hanno portato la Borsari a decidere di investire nel trasporto su rotaia. Nasce così lo scalo ferroviario di Villa Poma (MN) collegato direttamente alla stazione di Poggio Rusco, che, con i suoi 100.000 m² di superficie complessiva, di cui 35.000 di superficie coperta, costituisce un moderno polo logistico di primaria importanza nel panorama italiano del settore.

Foto aerea delle realizzazioni effettuate dalla Truzzi SpA per il Gruppo Borsari

Dall’esigenza di realizzare nuove strutture, in corrispondenza dello snodo logistico ferroviario di Villa Poma, nasce la collaborazione tra Borsari Group e la Truzzi SpA, un rapporto consolidato che prosegue da diversi anni.
La recente costruzione, all’interno del complesso esistente, è un edificio di quasi 4.000 m² adibito allo stoccaggio di materiali sciolti. Il magazzino consente lo scarico dall’alto delle granaglie attraverso una struttura metallica con nastri trasportatori e, successivamente, il trasporto dei cereali con pale meccaniche che permettono lo spostamento dei materiali dal deposito all’interno di container, articolati o vagoni.
La progettazione della nuova struttura è stata appositamente realizzata con accorgimenti specifici adatti a contenere al proprio interno cereali, loro derivati e prodotti di origine minerale. In un settore come quello agricolo è infatti di primaria importanza non trascurare mai la qualità merceologica della materia prima in entrata e le condizioni strutturali dei centri di stoccaggio.

Data la particolare destinazione dello stabile, esso ha richiesto, da parte della Truzzi SpA e dello Studio di Ingegneria Guidetti Serri, una progettazione ad hoc degli elementi strutturali verticali, quali pilastri e tamponamenti, della copertura e delle opere di fondazione.

Durante la fase di stoccaggio del materiale, all’interno del nuovo magazzino, i cereali inseriti vanno a riempire lo spazio presente esercitando una spinta orizzontale, verso l’esterno del fabbricato, che cresce linearmente all’aumentare della quantità di materiale presente al suo interno. A causa della spinta attiva che le granaglie stoccate esercitano sul capannone, gli elementi strutturali devono garantire un adeguato contrasto sempre a favore di sicurezza anche nel caso in cui venga raggiunta la capacità massima dell’edificio.

Per questo motivo, durante la fase di ideazione del progetto, è stato previsto il posizionamento esterno dei pilastri rispetto alla pannellatura. In questo modo la spinta orizzontale viene contrastata direttamente dal pilastro contro cui appoggia il tamponamento, evitando che i soli ancoraggi metallici debbano sopportare trazioni rilevanti. Tale soluzione permette, inoltre, di poter movimentare il materiale sciolto con grosse pale meccaniche senza avere impedimenti.

Posizionamento esterno dei pilastri rispetto alla pannellatura

Per quanto riguarda la pavimentazione del prefabbricato, la presenza di condotti interrati ha richiesto una particolare progettazione delle opere di fondazione. È stato quindi scelto di utilizzare una pavimentazione che avesse funzione strutturale per garantire il collegamento dei plinti.

Non è mancato infine il lavoro di squadra anche nelle fasi di copertura della struttura, dove la Truzzi SpA ha lavorato in sinergia con l’impresa che si è occupata dell’ installazione degli impianti adibiti al carico dei silos, per consentire il corretto posizionamento e il fissaggio dei macchinari.

Il caso Borsari Group è un chiaro esempio di come le strutture prefabbricate in calcestruzzo, al contrario di altre soluzioni, consentano di avere elevata resistenza e durabilità, con scarsi costi di manutenzione.

La realizzazione di questa nuova struttura è il risultato di uno studio condiviso con il cliente, fin dalle prime fasi, e di un lavoro di squadra che, come sempre, diventa motore di sviluppo dell’intero progetto dando valore sia al cliente sia al lavoro di tutte le parti coinvolte.

Per la Truzzi SpA il raggiungimento di un obiettivo scaturisce sempre da un processo di condivisione.


Pixelcon: come ispirare ed essere ispirati dalla creatività

Perché questo sistema rivoluzionario è la giusta soluzione per differenziarsi dal mercato e far trasparire all’esterno la propria personalità ed unicità.

Pixelcon è una tecnologia innovativa firmata Truzzi SpA che consente di riprodurre motivi ed immagini su superfici prefabbricate in calcestruzzo. L’obiettivo è quello di creare un prodotto industriale per superfici di grandi dimensioni e uno strumento con cui progettisti e committenti possano sfruttare visivamente la loro creatività utilizzando le potenzialità della prefabbricazione.

Nel corso degli anni, questa particolare linea di prodotto ha contribuito a personalizzare gli edifici di molti clienti della TruzziSpA con svariate soluzioni. Pixelcon, permette di creare “architetture industriali” di alta qualità, superfici originali ed eleganti che possono essere prodotte in modo efficiente. Il processo di creazione consiste nella stampa dell’immagine desiderata su una membrana tramite un ritardante. Questa membrana una volta stesa sulla cassaforma impedisce al calcestruzzo di fare presa in particolari zone, mettendo così in risalto l’aggregato in seguito al lavaggio del pannello. L’immagine emerge dal contrasto tra la superficie liscia di fondo cassero e la superficie con l’aggregato in vista.

Con Pixelcon è possibile utilizzare diversi design partendo da una ampia gamma di pattern standard o creare grafiche personalizzate. Si può agire su singoli pannelli per creare loghi aziendali o disegni specifici, oppure sull’intero edificio per creare grafiche che lo rendano unico.

Un esempio è quello realizzato dalla Truzzi SpA per Edilciacci dove, all’esterno del prefabbricato, è stato utilizzato un pattern standard in linea con la simmetria della facciata e in perfetta armonia con l’ambiente circostante.

Per King Inox la Truzzi SpA è intervenuta per la realizzazione a Opera (MI) con grafiche personalizzate sia all’esterno sia all’interno della struttura. In particolare, per la pannellatura interna è stato riprodotto grazie a Pixelcon il logo aziendale ed elementi di minuteria metallica, core business della King Inox.

Un’ulteriore personalizzazione con Pixelcon per rendere unici gli edifici realizzati con questa soluzione è l’esempio della Farmacia Paini a Valdaro (MN), dove lo skyline della città di Mantova fa da cornice alla facciata dello stabile.

Pixelcon nasce con l’intento di dimostrare la bellezza e le potenzialità della prefabbricazione. La missione della Truzzi SpA è quella di costruire edifici in armonia con l’ambiente, con la convinzione che questa tecnologia possa contribuire ad evidenziare ancora di più le potenzialità dei prefabbricati in calcestruzzo.

Edilciacci (PO), esempio di utilizzo di Pixelcon con grafiche standard.

King Inox, Opera (MI), personalizzazione all’interno del prefabbricato con Pixelcon.

Immagine personalizzata con Pixelcon sulla facciata della Farmacia Paini, Valdaro (MN)


Truzzi SpA e l’arte etica della prefabbricazione

Come essere motore del cambiamento in un’economia moderna in continuo sviluppo, dove il concetto di sostenibilità, rispetto dell’ambiente e delle persone occupa un ruolo centrale.

Per un’impresa di prefabbricazione che mira ad essere leader nel mercato, oggi come domani, diventa fondamentale coniugare sviluppo economico, crescita sociale e attenzione all’ambiente in quanto, gli obiettivi di eccellenza da perseguire, devono andare oltre la massimizzazione del profitto. Il valore intangibile di un’azienda coinvolge aspetti imprescindibili come la responsabilità di saper riconoscere e valorizzare le risorse, i talenti, il know-how e le conoscenze della realtà in cui opera.
Il punto di partenza della Truzzi SpA nel fare impresa è la progettazione e la costruzione di edifici prefabbricati solidi, sicuri e all’avanguardia. Costruire è un fatto etico, e ogni realizzazione nasce valutando sul lungo periodo i benefici e l’impatto che ogni singolo progetto potrebbe avere sulle persone e sulla comunità.

Nella visione Truzzi SpA, oltre la sicurezza e la solidità degli edifici, il senso estetico, la bellezza e l’arte sono valori altresì fondanti della filosofia aziendale. Per questo la Truzzi ha deciso di sostenere Arte Etica, un Manifesto di artisti provenienti da tutto il mondo a sostegno di progetti ambiziosi che hanno il fine di trasmettere valori etici e sociali nella comunità. Ne è un esempio Il Mercato Creativo, di Marco Bertìn, le cui opere hanno come tema centrale la sostenibilità e il ridare valore a beni e risorse già utilizzate, per la salvaguardia dell’ambiente e delle persone che vi abitano.
L’arte ha lo straordinario potere di cambiare il mondo e migliorare il pianeta, soprattutto quando, come in questo progetto, diventa etica e si esprime con forte senso di responsabilità sociale.
La Truzzi SpA, come impresa, persegue lo sviluppo di un’etica economica a favore di un progresso sostenibile che non può prescindere dall’arte e dalla cultura.

In case of war, Testa di David di Marco Bertìn

“Senza cultura e la relativa libertà che ne deriva, la società, anche se fosse perfetta, sarebbe una giungla. Ecco perché ogni autentica creazione è in realtà un regalo per il futuro.
Hans Georg Gadamer.


Borse di Studio Ing. Luciano Truzzi

Coraggio, determinazione, sogno e visione. Questi sono da sempre i pilastri etici della Truzzi SpA che si impegna ad investire nei giovani, in quanto futuro della società, risorse e ricchezze per le aziende.

In occasione del secondo anno dell’evento aziendale firmato Truzzi SpA, si è svolta una serata all’insegna della cultura e della ricerca.
L’obiettivo di quest’anno è stato quello di dare importanza alla formazione e premiare il merito di giovani studenti in termini di risultati e di rapidità dell’ottenimento della laurea, la quale non deve essere vista come un traguardo ma come un punto di partenza per potersi migliorare sempre.

Per questo motivo la Truzzi SpA ha deciso di consegnare quattro borse di studio a nome del fondatore dell’azienda, l’ingegnere Luciano Truzzi. Le borse di studio sono state assegnate a quattro meritevoli studenti neo laureati, due dell’università di ingegneria di Bologna e due dell’università di architettura del polo di Mantova del politecnico di Milano.
La facoltà di architettura di Mantova è stata scelta in quanto la Truzzi SpA costruisce prefabbricati con l’obiettivo di allontanarsi dal vecchio concetto di capannone industriale spesso antiestetico. Quello che vuole fare il TeamTruzziSpA è creare luoghi da vivere, capannoni esteticamente belli in cui le persone abbiano il piacere di stare, senza però dimenticare l’importanza della sicurezza delle strutture. Per questo è stata scelta la facoltà di ingegneria di Bologna che, oltre ad essere la facoltà in cui hanno studiato tutte e tre le generazioni Truzzi, da un anno ormai collabora con la Truzzi SpA nella sua attività di ricerca su temi sensibili, come quello della sismica o della sostenibilità ambientale. Come ha ricordato Stefano Truzzi, terza generazione dell’azienda, durante l’evento: “Vogliamo fare ricerca per migliorare la nostra azienda ma soprattutto per migliorare la vita di chi vive all’interno dei nostri capannoni”.

Ad aprire la serata, anche quest’anno, è stato un concerto dell’Orchestra da Camera di Mantova, da anni legata alla Truzzi SpA. Il ruolo sociale del fare impresa secondo la Truzzi SpA, infatti, risiede nel promuovere la cultura e la ricerca per un futuro migliore.
Dopo il concerto è avvenuta la cerimonia di consegna delle quattro borse di studio. A consegnare queste ultime sono state quattro donne: l’onorevole Annalisa Baroni, da sempre vicina al territorio mantovano e alle aziende, il consigliere regionale Barbara Mazzali, la vice presidente di Confindustria Mantova Cinzia Bottoli e l’onorevole Giusy Versace che, durante la consegna degli attestati, ha voluto ringraziare la Truzzi dicendo: “Oggi la famiglia Truzzi ci sta dando un grande insegnamento perché mettere a disposizione dei più giovani un’opportunità come questa, premiando il merito, è davvero importante nella società di oggi dove i giovani hanno bisogno di avere stimoli ma soprattutto hanno bisogno di qualcuno che creda in loro come la Truzzi”.

All’interno delle borse di studio i quattro giovani promettenti studenti hanno trovato un augurio speciale da parte della Truzzi SpA, quello di potersi realizzare nella vita lavorativa, sia come professionisti sia come persone.

Alla fine dell’evento l’amministratore della Truzzi SpA, Alberto Truzzi, si è rivolto ai giovani studenti dicendo: “Faccio un grande in bocca al lupo a tutti i ragazzi e mi raccomando: ci vuole impegno, determinazione ma soprattutto sogno e visione perché in questo modo garantirete un futuro migliore per voi e per la società in cui vivrete”.


Verso una nuova concezione di rifiuto

Truzzi SpA si impegna nella ricerca al fine di ridurre l’impatto ambientale nell’ambito della prefabbricazione partendo dalle materie prime: come ricavare un aggregato granulare dal calcestruzzo residuo derivante dal ciclo produttivo.

La Truzzi S.p.A. ha collaborato con la Scuola di Ingegneria e Architettura dell’Alma Mater Studiorum di Bologna alla realizzazione di un progetto di ricerca volto ad analizzare il problema della gestione del calcestruzzo residuo generato dalla produzione di elementi strutturali.
Da anni la scelta etica della Truzzi S.p.A. è orientata a ridurre lo spreco di materiale, promuovendo una politica sostenibile che garantisca il minore impatto ambientale possibile. L’obiettivo è quello di favorire un uso efficiente e circolare delle risorse. Da qui il concetto di Circular Economy, che rappresenta la migliore risposta per il riutilizzo di prodotti e materie prime consentendo la rigenerazione di risorse naturali. Questo approccio permette di creare e mantenere un virtuoso sistema circolare in ogni passaggio di produzione, eliminando gli effetti indesiderati dell’attuale sistema lineare.

Residuo di calcestruzzo trattato con “RE-CON ZERO EVO”

L’obiettivo dello studio è stato quello di comprendere come adattare l’impiego dell’additivo “RE-CON ZERO EVO”, elaborato da Mapei S.p.A per il recupero sostenibile del calcestruzzo reso, alla produzione industriale di manufatti della Truzzi S.p.A. In particolare, è stata approfondita l’analisi di gestione del residuo di calcestruzzo generato dalla produzione di elementi strutturali, quali travi, tegoli precompressi, pilastri, plinti e coppelle. Ad oggi la produzione giornaliera di residuo viene smaltita come rifiuto.

In un settore come quello delle costruzioni edili e delle opere civili, diventa fondamentale un approccio che modifichi profondamente la concezione di rifiuto, il quale non risulta più essere qualcosa di cui disfarsi, bensì una nuova risorsa utilizzabile nel processo produttivo.
Obbiettivo della Truzzi S.p.A. è quello di continuare la ricerca in questa direzione per perseguire il proprio fine etico.

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